110% (finto) gratis
Superbonus 110% ad alto rischio per i cittadini, giacché è dilagato in Italia («senza alcun filtro» istituzionale) il messaggio che si poteva «ristrutturare senza spendere un euro, tanto paga lo Stato», complice una normativa «farraginosa» (e oggetto di diverse riscritture) che dovrebbe con urgenza finire in un testo unico. Ed è, dunque, «fondamentale» che le operazioni progettuali e di fattibilità vengano affidate «non a chiunque», bensì unicamente a dei «professionisti esperti in particolare in ristrutturazioni condominiali, detrazioni fiscali e termica degli edifici», con specifico riferimento ai membri delle categorie dell’area tecnica e ai commercialisti. È quel che ha messo nero su bianco Confprofessioni, nel testo dell’audizione illustrato ieri mattina dalla vicepresidente Claudia Alessandrelli nella commissione parlamentare sulla Semplificazione che sta portando avanti un’indagine conoscitiva sullo snellimento delle procedure amministrative connesse all’avvio e all’esercizio delle attività d’impresa; sull’incentivo varato dal governo di Giuseppe Conte, è stato messo in luce, esiste «una tale letteratura che servirebbe una Treccani per recepirla», visto che «da un progetto utile per rinnovare l’edilizia, rapportandola al contenimento dell’uso delle fonti non rinnovabili, si è arrivati a una Babele di interpretazioni da parte di più Enti, che si incrociano con veti su veti nella successiva declinazione operativa (decreti ministeriali attuativi, circolari, pareri ecc.)», e da ciò è derivata «una serie di imprecisioni, contraddizioni, mancanze, che ne complicano e limitano l’attuazione pratica».


Lo slogan sulla «gratuità» del Superbonus, inoltre, secondo Confprofessioni ha relegato «in secondo piano le attività tecnico-professionali legate agli accertamenti preliminari, spesso assai gravosi, di cui i tecnici sono onerati, ma che, riguardo il loro compenso, vengono rimandati a fasi successive», con il pericolo così di render «poco trasparente anche il rapporto con gli esecutori dell’intervento», mentre «tutte le procedure agevolative faranno ricadere sui progettisti, e sui professionisti asseveratori, ulteriori carichi di responsabilità».


L’audizione, poi, è servita alla Confederazione guidata da Gaetano Stella pure a rammentare come nello Statuto del lavoro autonomo (la legge 81/2017) fosse prevista la delega al Governo (scaduta) «per promuovere la semplificazione amministrativa attraverso il ruolo sussidiario dei professionisti», giacché «notai, avvocati, commercialisti, architetti e ingegneri possono contribuire in molteplici forme a snellire il carico di procedure burocratiche con cui le imprese si confrontano nella quotidianità, senza ridurre la qualità di informazioni e di procedure, né il rigore necessario».


fonte italiaoggi