SUPERBONUS/ RILEVATE ALCUNE COMPLICAZIONI OPERATIVE SULLE SPESE SOSTENUTE NEL 2020
Cessione rate residue a ostacoli
Complicazioni operative per gestire la cessione delle rate residue non fruite delle varie agevolazioni, incluso il superbonus 110%, per le spese sostenute nell’anno 2020. Ciò sta accadendo, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, agli operatori alle prese con la gestione degli adempimenti.
Nonostante la nuova release del software di comunicazione dell’opzione, che ha corretto le prime anomalie rilevate nella versione precedente (si veda ItaliaOggi del 23 febbraio per gli impianti fotovoltaici sulle parti comuni dell’edificio), il sistema applicativo dell’Agenzia delle entrate non consente ancora di esercitare l’opzione per la cessione del credito d’imposta relativo alle rate residue di detrazione non usufruite. A norma dell’art. 121 del decreto Rilancio, per i soggetti che sostengono spese detraibili negli anni 2020 e 2021, è ammessa la possibilità, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, di trasformare in credito d’imposta, cedibile, anche le rate residue di detrazione spettante non ancora utilizzate. Con il provvedimento attuativo n. 283847 dell’8 agosto 2020 (punti 1.4 e 4.1), è stato precisato che, in tal caso, l’opzione, irrevocabile, coinvolge necessariamente tutte le rate residue e deve essere trasmessa entro il 16 marzo dell’anno di presentazione della dichiarazione dei redditi in cui avrebbe dovuto essere indicata la prima rata ceduta non utilizzata in detrazione. Per i contribuenti che hanno sostenuto le spese nel corso del 2020, il termine ultimo per perfezionare l’opzione relativa alle rate residue è, dunque, il 16 marzo 2022. Dalla lettura delle istruzioni per la compilazione del modello di comunicazione, approvato con il provvedimento dell’8 agosto, successivamente modificato dal provvedimento n. 326047 del 12 ottobre 2020, il beneficiario della detrazione che intenda esercitare l’opzione per la cessione del credito per le rate di detrazione residue non fruite deve indicare nell’apposito Quadro C, in alternativa all’ammontare complessivo del credito maturato, l’importo di dette rate ed il loro numero.
Nel seguire questo percorso, gli intermediari abilitati alla presentazione telematica della comunicazione non riescono a portarla a compimento.
In concreto, una volta inseriti i valori nei campi dedicati, il software evidenzia un errore bloccante che recita «in presenza di tale valore nel campo relativo alle rate residue non è possibile presentare la comunicazione nel presente anno».
Una possibile spiegazione dell’impasse risiederebbe nella circostanza che l’Agenzia intenda differire la piena funzionalità dell’applicazione all’utilizzo in dichiarazione della prima rata. La situazione penalizza coloro che, non essendo riusciti a definire la cessione dell’intero credito entro lo scorso 15 aprile, hanno necessità di monetizzare prontamente il residuo bonus maturato sulle spese sostenute nel 2020.
fonte italiaoggi

