Teleassemblea, sì dalle associazioni degli amministratori di condominio
Solo 3 su 22 si dichiarano esplicitamente contrarie alla validità dello strumento
Alla stampa si richiede più impegno per spiegare come funziona la procedura
Dopo un anno di sperimentazione, anche per la sospensione da Covid-19 e per le pressioni dovute all’urgenza di avviare i lavori del superbonus, le teleassemblee hanno ormai preso piede.
Nell’inchiesta realizzata dal Sole 24 Ore sono state interpellate le associazioni di categoria e quasi tutte hanno risposto, dando un quadro articolato ma nel complesso positivo. Queste le associazioni (con i rispettivi presidenti che hanno fornito le risposte): Abiconf (Andrea Tolomelli), Agiai (Tommaso Mongiovì), Alac (Paolo Gatto), Anaci (Francesco Burrelli), Anammi (Giuseppe Bica), Anapi (Vittorio Fusco), Anapic (Lucia Rizzi), Apac (Stefano Milanesi), Assiac (Concetta Cinque), BMItalia (Giovanni Zullo), CondoAssociazione (Peter Lewis Geti), Confai (Luigi A. Ciannili), Confabitare (Alberto Zanni), Confamministrare (Giuseppe Buccheri), Fna (Matteo Rezzonico), Laic (Luigi Cottignoli), Naca (Sabrina Apuzzo), Recert (Giuseppe De Pasquale), Sesamo (Luigi F. Giannini), Unai (Rosario Calabrese), Unioncasa (Flavio Sanvito), Upac (Michele Orefice).
Alla prima domanda, riguardante la reale fattibilità delle teleassemblee, solo tre associazioni hanno scelto il no, tutte le altre si sono espresse positivamente. Un segno di chiaro orientamento verso quella che è ormai una realtà di fatto: quando un anno fa, appena iniziato il primo lockdown, il Quotidiano del Sole 24 Ore – Condominio aveva organizzato un convegno online sullo stesso tema, i dubbi e le perplessità espresse dalla maggioranza delle associazioni sconsigliavano di intraprendere la strada delle assemblee a distanza.
Nella domanda successiva le associazioni hanno valutato la necessità di effettuare interventi normativi rispetto alla possibilità di andare avanti senza grandi problemi, consolidando le prassi esistenti. Qui gli schieramenti sono quasi pari ma la maggioranza propende per norme più chiare come presupposto per una certezza dei risultati delle teleassemblee mentre la minoranza ritiene che la pratica sia sufficiente.
Quasi tutte hanno poi risposto positivamente alla domanda sull’impegno che l’associazione dispensa per aiutare gli iscritti a organizzare teleassemblee, mentre molto varie sono le percentuali di svolgimento di teleassemblee sul totale delle assemblee condominiali: considerando le associazioni più rappresentative, la grande maggioranza è orientata sul 30-40 per cento, con delle punte oltre il 50% dichiarate da BmItalia, CondoAssociazione, Naca, Unioncasa, Apac e Abiconf. Mentre un’altra associazione numerosa, Anammi, schierata decisamente contro le teleassemblee, ha dichiarato che solo l’1% dei suoi associati ha scelto di praticarle.
Sull’informazione della stampa sul tema si registra una certa insoddisfazione da parte della maggioranza.
fonte sole24h

