Lavori di ristrutturazione, mancano i materiali. Ed esplodono i costi
La mancanza di una proroga ufficiale del termine di validità del superbonus sta aggravando in modo esponenziale, alcuni problemi che, con la ripartenza dell’edilizia erano abbastanza prevedibili, in particolare la mancanza dei materiali necessari per i lavori di ristrutturazione e l’esplosione dei costi.

Va detto che il superbonus ha riportato grande entusiasmo nel mondo dell’edilizia, laddove non se ne vedeva ormai da diversi anni, e questo ha portato tutti gli attori principale a correre per organizzarsi nel minor tempo possibile e per cercare di mettere in campo le giuste risorse per offrire buone soluzioni per ogni intervento di efficientamento energetico o miglioramento sismico, fino a creare un problema del tutto nuovo per questo mercato: da un lato la mancanza di materie prime necessarie per la realizzazione di interventi di efficientamento energetico, come gli isolanti per la realizzazione dei cappotti termici, e dall’altro l’aumento vertiginoso dei prezzi, sia degli stessi isolanti sia di tutte le materie prime da costruzione, come il legno lamellare necessario per la realizzazione di edifici in legno o delle strutture portanti per le coperture, sia del ferro, del rame e degli altri metalli necessari alle singole parti del processo.

Adesso che i cantieri sarebbero finalmente pronti a partire con i ritmi che ci si aspettava all’inizio dell’attivazione di questo incentivo fiscale, ci si trova a combattere con la mancanza di materiali sia nei magazzini di rivendita che negli stessi stabilimenti produttivi, dove sia per un verso che per l’altro, si vive la difficoltà di non riuscire a dare risposte efficaci ai singoli clienti che vorrebbero poter sfruttare la stagione propizia per la realizzazione degli interventi, preoccupati dalla mancanza di proroghe ufficiali che avrebbero il duplice scopo di portare maggior serenità imprenditoriale e stimolare ulteriori investimenti sia nell’assunzione di personale qualificato e da qualificare, sia nell’aggiornamento delle singole competenze professionali.

Le associazioni di categoria, le imprese, i magazzini di fornitura di materiale, e gli stessi tecnici stanno denunciando ormai da qualche settimana questa situazione fuori controllo, soprattutto per manifestare un problema collaterale che sta mettendo in difficoltà gli asseveratori. I prezzari ufficiali, siano essi bollettini regionali o prezzario Dei, per quanto aggiornati in modo costante, non sono ancora stati in grado di adattare gli importi del materiale alla fluttuazione che sta avendo il mercato, con la risultante che i prezzi ufficiali a cui ogni tecnico deve far riferimento non risultano più cuciti addosso al mercato, ma sono viziati dal mancato adeguamento e quindi penalizzano le imprese che devono farci riferimento.

L’incentivo fiscale del superbonus avrebbe davvero la possibilità di mettere il Paese nella condizione di riqualificarsi sotto il profilo energetico e sismico, portandolo ad un livello di efficienza e di sicurezza che potrebbe porlo come punto di riferimento a livello europeo, ma per arrivare a raggiungere questo obiettivo bisogna avere il tempo e la stabilità normativa necessari per organizzare le imprese, gli uffici pubblici, gli studi tecnici e la filiera tutta, stabilità che al momento è ben lontana dall’essere raggiunta.

fonte italiaoggi