Mutui e tassi fissi e variabili: l’andamento di Eurirs e Euribor
L’inflazione, trascinata dall’aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi e delle materie prime, è ai massimi da molti anni, i tassi sui titoli di Stato sono in risalita e vi è attesa per un rialzo dei tassi delle Banche centrali.
Quanto tutto questo dovrebbe preoccupare chi si accinge a chiedere un mutuo?
Per rispondere guardiamo innanzitutto all’andamento dei parametri di indicizzazione, l’Euribor per i variabili, l’Eurirs per i tassi fissi.
Il primo (Euribor per i variabili) continua da anni il suo viaggio a tassi fortemente negativi e da mesi non si schioda da -0,55% per il tasso mensile e a -0,50% per il trimestrale, considerato il benchmark per i variabili.
L’Eurirs (tassi fissi) ha chiuso il 2020 a tassi attorno allo zero per le durate più lunghe, è risalito fino a 0,60% per il ventennale e il trentennale ma ora ha ripiegato: il 1° novembre il tasso ventennale ha chiuso a 0,44%, il trentennale a 0,33%. Il 1°ottobre i due tassi erano rispettivamente 0,50% e 0,51%.
I tassi fissi per il mutuo in calo nell’ultimo mese
Il tasso dei mutui fissi in genere è determinato dal costo dell’Eurirs di durata pari a quella del finanziamento più uno spread caricato dalla banca. Alcuni istituti indicano un tasso finito valido fino a modifica, altri invece determinano il prezzo giorno per giorno a seconda dell’andamento dell’Eurirs.
Di fatto dall’analisi dei prodotti offerti sul portale mutuiOnline.it emerge che i tassi fissi, seguendo l’andamento dell’Eurirs, sono lievemente scesi nell’ultimo mese: la media dei cinque mutui più convenienti a 20 anni per un finanziamento da 120 mila euro per una casa da 200 mila è passata dallo 0,91% del 1° ottobre allo 0,83% del 1° novembre, il trentennale è sceso dall’1,2% all’1,14%.
Che consigli dare a chi è in cerca di un mutuo: perché scegliere il fisso
Alla luce di questa dati che cosa si può dire a chi è in cerca di un mutuo? Perdurando queste condizioni, la scelta del fisso rimane consigliabile perché la differenza di costo rispetto ai variabili rimane molto limitata, in un ordine di 30 centesimi di punto. Su un mutuo da 120 mila euro a 20 anni significa circa 15 euro al mese, che si possono considerare alla stregua di una polizza di assicurazione contro il rialzo del costo del denaro.
I tempi per l’erogazione del mutuo e la determinazione del tasso
Quando ci si informa sulle condizioni però è importante chiedere come viene determinato il tasso: se avviassi oggi l’iter per un mutuo e mi dicessero che ci vorranno due mesi per l’erogazione è meglio che sappia subito se il tasso è quello di oggi o se verrà determinato alla vigilia dell’erogazione alle condizioni del momento, che potrebbero essere meno convenienti.
Sul medio periodo il discorso cambia: è chiaro che se il costo del denaro, a seguito del rialzo dell’inflazione, si rialzasse le banche dovranno tenerne conto, manovrando anche sui loro spread. Se riguardiamo i numeri che abbiamo citato sopra balza all’occhio che la differenza tra l’Euribor e l’Eurirs è tra gli 80 e i 90 centesimi, mentre la differenza tra variabili e fissi è solo di 30 centesimi. Significa che le banche stanno tagliando i loro spread sul fisso di oltre mezzo punto. Se cominceranno a dover piazzare le loro obbligazioni o a remunerare i correntisti vincolati a tassi più alti di quelli attuali lo spread sui tassi fissi finirà per alzarsi.
fonte corriere sera

