Villette e 110%, ipotesi tagliola sui tempi Pronto il decreto sui controlli preventivi
Le modifiche alla manovra. Tra oggi e domani l’approdo del testo al Senato. Per le unità unifamiliari la proroga resta vincolata al tetto Isee. Il possibile correttivo in Parlamento: per beneficiare del bonus bisognerà aver ultimato il 30% dei lavori entro giugno

Nel testo della legge di bilancio che ancora si fa attendere in Senato la proroga del Superbonus per le abitazioni unifamigliari resterà vincolata al tetto Isee da 25mila euro. Ma l’idea che si fa largo fra governo e maggioranza è quella di un correttivo a Palazzo Madama, per cancellare il limite legato all’indicatore redditual-patrimoniale e sostituirlo con un limite di tempo. In pratica, secondo il nuovo meccanismo allo studio, le “villette” potranno utilizzare il superbonus a patto di centrare un ritmo di realizzazione degli interventi piuttosto ambizioso: le ipotesi puntano a tenere aperti i cancelli dell’agevolazione solo a chi riuscirà a presentare entro il 1° marzo la comunicazione di inizio lavori (Cila), che per il Superbonus è stata semplificata, oppure di raggiungere il 60% dei lavori entro i primi sei mesi dell’anno.

Tutto sta a trovare l’equilibrio migliore fra l’esigenza di costruire una via d’uscita morbida e progressiva dall’incentivo fiscale e quella di mantenere i saldi di finanza pubblica sulla linea prefissata dalla Nadef. Secondo i primi calcoli, le ipotesi che si stanno confrontando sui tavoli tecnici avrebbero costi contenuti, inferiori ai 200 milioni di euro: e su questa base c’è anche all’interno del governo chi confida che alla fine il vincolo potrebbe essere anche più morbido, e offrire il Superbonus a chi completa almeno il 30% dei lavori entro giugno. Ma prima del dato tecnico c’è un punto politico. Dato dalla volontà di cancellare il tetto Isee, deciso ai piani alti del governo ma giudicato inadeguato praticamente da tutta la maggioranza.

La discussione in ogni caso occuperà le prossime settimane. Il testo della manovra torna oggi a Palazzo Chigi per un giro di tavolo rapido e un’informativa con le forze di maggioranza sulle modifiche apportate dalla data dell’approvazione formale, che resta ancorata al 28 ottobre, fino a ieri, giorno dedicato soprattutto ai possibili correttivi sul reddito di cittadinanza (si veda il servizio in pagina), pensioni, bonus edilizi e tanto altro. Nelle prossime 24 ore il testo sarà spedito al Senato e una volta decisi dal presidente di Palazzo Madama gli stralci delle misure incompatibili con la legge di finanza pubblica si potrà considerare aperta la sessione di bilancio del governo Draghi, comunque con almeno di 20 giorni di ritardo sulla tabella di marcia.

Saranno, invece, più brevi i tempi di cottura del decreto legge atteso sempre oggi al Consiglio dei ministri per costruire la nuova griglia dei controlli preventivi per frenare gli abusi (almeno 800 milioni di euro, secondo i calcoli prudenti dell’agenzia delle Entrate) su sconto in fattura e cessione del credito nei bonus edilizi.

I tecnici del Mef lavorano a norme per incrociare i dati sulle fatture con quelli dei flussi bancari degli operatori, e per limitare la possibilità di utilizzare i due strumenti a una serie di operatori qualificati.

L’allarme sulle frodi preoccupa del resto anche i costruttori, che temono un effetto boomerang sul settore. Lo ha spiegato ieri il presidente dell’Ance Gabriele Buia nel convegno con cui l’Associazione ha presentato la sua proposta di una riforma del Catasto che premi riqualificazione energetica e transizione ecologica. Negli ultimi sei mesi, ha spiegato il presidente dell’Ance Gabriele Buia ieri in un convegno sulla riforma fiscale organizzato dall’Associazione «si sono iscritte alle Camere di commercio 6mila imprese» con i codici Ateco dei costruttori. Una quota non secondaria di questi nuovi soggetti è figlia di un fenomeno opportunistico, ed è interessata più alla liquidità degli incentivi che alla qualità dei lavori. Per contrastare il fenomeno, secondo Buia, «occorrono prezziari di riferimento per tutti gli incentivi, come già accade per il superbonus, e gli interventi devono essere eseguiti da imprese qualificate».

fonte sole24h