LA LINEA EMERGE DALLE PAROLE DELLA VICEMINISTRA ALL’ECONOMIA CASTELLI AL CONVEGNO ANCE
Superbonus, controlli alle porte
Bonus edilizi, in arrivo provvedimento d’urgenza su controlli preventivi. Sul rilascio dei bonus edilizi il ministero dell’economia è al lavoro per predisporre un provvedimento d’urgenza che ponga freno alle frodi e consenta l’utilizzo dei bonus a chi spettano realmente. L’orientamento è emerso dalla viceministra all’economia Laura Castelli a chiusura del convegno dell’Ance «Quale riforma fiscale per un’edilizia sostenibile? – Focus catasto» e ha trovato conferma in alcune indiscrezioni provenienti dal Mef.

Come ricordato durante il convegno di ieri dal presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili, Gabriele Buia, sarebbero 800 milioni le evasioni legate ai bonus stando a quanto comunicato con allarme dall’Agenzia delle entrate. «In merito alla possibilità di un provvedimento d’urgenza per i controlli», ha dichiarato la viceministra Castelli, «sarebbe necessario un intervento il prima possibile. Per ora sono in funzione i pacchetti di misure con l’Agenzia delle entrate sulla raccolta delle anomalie preventive e sugli alert dei codici identificativi, ma si dovrebbe ragionare in termini penali anche in tema di soggetti abilitati e abilitanti». Al momento sembrerebbe quindi vicina una disciplina sui controlli preventivi in modo da garantire una maggiore regolarità nell’utilizzo dei bonus.

Controlli sui bonus edilizi, dunque, ma anche riforma del catasto e transizione ecologica tra i temi affrontati durante il convegno svoltosi a Roma nella mattinata di ieri. Un’occasione di dibattito tra tecnici e politica, dopo il disegno di legge delega per la riforma fiscale approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 5 ottobre e il suo impatto sul settore delle costruzioni. Proprio la riforma del catasto è stata definita dal vicepresidente dell’Ance, Marco Dettori, come ambiziosa su cui iniziare sin da ora a fare piani operativi. «L’Italia e l’Europa» ha detto Dettori «si sono posti degli obiettivi ambiziosi che trascendono dalla questione dell’imposizione fiscale ma sono degli obiettivi sui quali è bene cominciare a ragionare da oggi al 2026 per fare dei piani operativi su come affrontare la gestione della riforma del catasto».

Malgrado le discrasie politiche, sembra esserci comunque la volontà di procedere con un intervento di riorganizzazione del catasto e della tassazione sugli immobili «non per fare cassa ma per raggiungere obbiettivi di equità sociale e sostenibilità ambientale», ha dichiarato il responsabile economia e finanza Pd Antonio Misiani. Il terreno d’incontro per una riforma del catasto innovativa c’è, ma, ha sottolineato invece il presidente della commissione finanze alla camera Luigi Marattin, «tutto dipende dal superamento delle discrasie tra governo e parlamento. O c’è unitarietà sull’approvazione o altrimenti si sfalda tutto agendo in maniera non sistemica».

Anche per la viceministra Castelli, la riforma del catasto, malgrado «sia ancora un tabù» rappresenta «una grande possibilità di cambiare il concetto di rendita catastale, che oggi è un numero che indentifica i metri quadri ma che vorremmo fosse un numero di altro tipo relativo all’efficientamento o ai consumi energetici». Infatti, per una transizione ecologica completa «non si può fare a meno della riforma del catasto», che tuttavia «deve andare di pari passo con agevolazioni, superbonus e altri bonus edilizi». In questo senso, ha continuato la Castelli, «il Movimento 5 stelle in parlamento proporrà e si batterà per togliere il limite dell’Isee di 25.000 euro per usufruire del superbonus per le villette unifamiliari, contenuto nella bozza della legge di bilancio».

fonte italiaoggi