Superbonus, chi pagherà per le truffe e gli abusi?
Il problema di base del superbonus è la mancanza di un seppur minimo intervento di spesa da parte del fruitore finale sia esso proprietario di villetta unifamiliare che di proprietario di immobile in condominio. A questo si aggiunge la totale possibilità di pagare gli interventi con cessione del credito o dello sconto in fattura, cosa questa che rende insensibile il proprietario dell’immobile di fronte alle speculazioni che si stanno verificando.I controlli successivi sulla fruizione della cessione del credito e sullo sconto in fattura sono pericolosi.Sempre più frequentemente si verificano situazioni non chiare nei condomini. I preventivi sono praticamente tutti portati sul limite di spesa massima ammissibile.Con le delibere prese con soltanto 1/3 dei millesimi anche i proprietari accorti non hanno possibilità di far valere le loro perplessità. E’ stata fatta una campagna sbagliata sull’uso di questi soldi pubblici, che comunque anche se rientrano nel PNRR devono essere restituiti. La cosa che preoccupa è, che in molte situazioni tra lavori trainanti e trainati, unendo fotovoltaici, colonnine di ricarica etc.. per ogni unità immobiliare si superano i 50.000,00 euro di credito di imposta. Ad un successivo controllo, col rischio di ripetizione delle somme allo Stato, si può verificare, verso ignari proprietari di immobili, di rientrare nelle responsabilità penali perché l’indebita fruizione di crediti fiscali è trattata come evasione.La norma è piena di difetti, immobili di grandi dimensioni sono trattati come i monolocali, per immobili utilizzati come prima o come seconda abitazione l’importo concesso di credito è lo stesso, case in montagna vedono riconosciute per i lavori gli stessi massimali delle case al mare ove le temperature sono diverse.In situazioni in cui si unisce al superbonus per il risparmio energetico quello sismico, si raggiungono per monolocali anche 150.000,00 euro di bonus. Il valore delle somme concesse in superbonus è doppio o triplo del valore immobiliare in certi comuni d’Italia, e parlo non di quello catastale ma di quello corrente.La norma neppure prevede dei controlli sugli amministratori di condominio che possono autocertificare l’assemblea e le maggioranze. Non sono previsti a monte importanti controlli formali sul libro verbale assemblea sul foglio presenze. Non sono previsti step obbligati assembleari per le varie fasi delle approvazioni dei lavori.Non è previsto che il contratto di appalto venga conosciuto nel dettaglio dei costi e che venga notificato a tutti i condomini, anche agli assenti, prima di poter procedere ai lavori. Nei condomini molti proprietari sono inesperti sulle norme fiscali, se negli anni successivi si trovano a dover contestare un recupero da parte dell’Agenzia Entrate cosa fanno con importi così ingenti?Possibile che in due anni, con preventivi sempre più cari, l’amministrazione non abbia provato a mitigare le speculazioni? Interi stabili usati soltanto per brevi vacanze possono usufruire di un superbonus come i condomini in città. Da quale dispersione termica occorre proteggere quel patrimonio immobiliare se in inverno non c’è nessuno negli appartamenti?Si è architettato un sistema di attestazioni e contro attestazioni. Ma su controlli da qui a 8 anni come li recupera l’amministrazione gli abusi dei crediti concessi, se non con azioni verso condomini che neppure hanno idea del rischio economico e penale che corrono? Facciamo sì che mezza Italia non venga pignorata. La campagna è tutto gratis è stata sbagliata. Il nostro paese ha un debito troppo alto per veder vanificare anche questi soldi

italiaoggi