110%, basta il codice fiscale di chi adempie
Superbonus in condominio minimo, vale il codice fiscale del condomino che ha effettuato gli adempimenti. A chiarirlo è l’Agenzia delle entrate nella risposta ad interpello n.809/2021 presentato dalla proprietaria di due immobili situati in un condominio con una superficie superiore al 50% destinata a residenza e del quale fanno parte altri 3 immobili di proprietà del marito. Insieme al coniuge, la donna avrebbe voluto effettuare la ricostruzione dell’intero edificio, apportando interventi di isolamento dell’involucro, interventi antisismici e interventi di sostituzione dell’impianto termico, ossia lavori trainanti e trainati ai fini della fruizione dell’agevolazione prevista dall’art.19 del dl 34/2020. La stessa si era così rivolta alle Entrate per risolvere tre diversi dubbi in relazione al 110% e in primis per sapere se i pagamenti potessero essere effettuati da ciascun condomino o obbligatoriamente da un condomino incaricato a cui intestare le fatture dei fornitori anche in caso di cessione del credito o sconto in fattura, alla luce di quanto sostenuto nella circolare 7/E/2021. La donna avrebbe inoltre voluto sapere, con riferimento all’intervento trainato di sostituzione dell’impianto termico, quale fosse il limite di spesa ammesso al superbonus e infine se l’intervento di istallazione di grate alle finestre potesse essere considerato tra gli altri interventi agevolabili.

Le Entrate hanno evidenziato che «al fine di beneficiare del Superbonus, per i lavori realizzati sulle parti comuni, i condomìni che non abbiano nominato un amministratore non sono tenuti a richiedere il codice fiscale e possono utilizzare il codice fiscale del condomino che ha effettuato i connessi adempimenti», restando comunque fermo il fatto che è necessario dimostrare che gli interventi sono effettuati su parti comuni. Quanto al limite di spesa per la sostituzione dell’impianto termico, quello ammesso sarà pari a 27.273 euro su 30.000 euro di massimale. Infine, per l’Ade l’istallazione di grate in linea di principio sarebbe ricompresa nel 110% se collegata agli interventi ricompresi nell’agevolazione.

fonte italiaoggi