Iva, pace fiscale, Fornero: omissis e rilanci M5S-Lega
Contraddizioni programmatiche. Tra le grandi «dimenticanze» anche Tav, scuola e Sud. Poi precisazioni e qualche sterzata sono arrivate dal premier nella replica e dalla sua maggioranza
ROMA
Clausole Iva, legge Fornero, Euro, pace fiscale, Tav, grandi opere, Sud, scuola e cultura: sono le grandi dimenticanze, o le omissioni, di Giuseppe Conte nel suo intervento di oltre un’ora con cui ha chiesto al Parlamento la fiducia al suo Governo. In alcuni casi il premier si è corretto o ravveduto nella replica, come sull’adesione alla moneta unica, sul Mezzogiorno e sugli appalti. Su altri temi “sensibili” a rilanciare, non senza qualche obbligato errata corrige, è stato invece il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. Che fuori dall’aula del Senato ha voluto precisare che «il primo provvedimento sarà quello della pace fiscale per restituire vita e possibilità di pagare le tasse agli italiani ostaggio di Equitalia». L’obiettivo dichiarato dal leader della Lega è di utilizzare i soldi incassati per «dare risposte a partite Iva, commercianti, artigiani e piccole imprese».
Salvini ha cercato di spazzare via parte dei dubbi in tema di conti pubblici che aleggiano sull’attività del nuovo governo, affermando che gli aumenti dell’Iva non scatteranno: «Non siamo stati eletti per aumentare tasse», ha detto il vicepremier. Che poi ha voluto colmare il vuoto lasciato nel discorso di Conte sulle pensioni: il superamento della legge Fornero «c’è nel contratto».
Precisazioni e qualche “sterzata” sono arrivate dallo stesso premier nella sua replica a Palazzo Madama. Anzitutto sul rapporto del nostro Paese con la moneta unica: «Vogliamo ribadirlo? Ribadiamolo. L’uscita dall’Euro non è mai stata in discussione, non è in discussione. Non è entrata nel contratto di governo e non è un obiettivo che ci proponiamo in questa legislatura», ha sottolineato Conte. Che si è soffermato sul nodo dei mercati finanziari: «non facciamo dello spread il nostro vessillo anche perché dietro lo spread si nasconde la speculazione finanziaria». Spread che si è attestato a quota 240 al termine della giornata in cui il presidente del Consiglio si è presentato in Parlamento.
Nessuna indicazione è arrivata sulle coperture per i tanti interventi indicati (dalla flat tax al reddito di cittadinanza). Il premier ha anzi detto che sul previsto contenimento della spesa sanitaria andrà invertita la rotta. Sui conti pubblici nessun allarme particolare. Per il presidente del Consiglio «il debito italiano è oggi pienamente sostenibile; va comunque perseguita la sua riduzione, ma – ha proseguito – in una prospettiva di crescita economica. La politica fiscale e di spesa pubblica dovrà essere orientata al perseguimento degli obiettivi richiamati di crescita stabile e sostenibile». Conte ha detto che l’Europa resta la nostra casa e ha ribadito la «convinta» adesione all’Alleanza atlantica, ma ha anche affermato la necessità di rivedere le sanzioni alla Russia con cui mantenere un rapporto fluido.
La scuola e la Tav sono sostanzialmente rimaste grandi assenti anche nella replica del premier, dove invece hanno trovato posto i temi del Sud e degli appalti. Nel primo caso Conte ha ricordato che è stato creato un apposito dicastero: «Scarsa attenzione per il Sud? Detto a un pugliese è un po’ pesante. Guardate che è dappertutto nel contratto e nell’intervento di oggi». Quanto agli appalti, Conte ha detto che il Governo sta studiando una certificazione Anac per superare la stasi generata dal nuovo Codice.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Marco Mobili
Marco Rogari
Clausole Iva, legge Fornero, Euro, pace fiscale, Tav, grandi opere, Sud, scuola e cultura: sono le grandi dimenticanze, o le omissioni, di Giuseppe Conte nel suo intervento di oltre un’ora con cui ha chiesto al Parlamento la fiducia al suo Governo. In alcuni casi il premier si è corretto o ravveduto nella replica, come sull’adesione alla moneta unica, sul Mezzogiorno e sugli appalti. Su altri temi “sensibili” a rilanciare, non senza qualche obbligato errata corrige, è stato invece il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. Che fuori dall’aula del Senato ha voluto precisare che «il primo provvedimento sarà quello della pace fiscale per restituire vita e possibilità di pagare le tasse agli italiani ostaggio di Equitalia». L’obiettivo dichiarato dal leader della Lega è di utilizzare i soldi incassati per «dare risposte a partite Iva, commercianti, artigiani e piccole imprese».
Salvini ha cercato di spazzare via parte dei dubbi in tema di conti pubblici che aleggiano sull’attività del nuovo governo, affermando che gli aumenti dell’Iva non scatteranno: «Non siamo stati eletti per aumentare tasse», ha detto il vicepremier. Che poi ha voluto colmare il vuoto lasciato nel discorso di Conte sulle pensioni: il superamento della legge Fornero «c’è nel contratto».
Precisazioni e qualche “sterzata” sono arrivate dallo stesso premier nella sua replica a Palazzo Madama. Anzitutto sul rapporto del nostro Paese con la moneta unica: «Vogliamo ribadirlo? Ribadiamolo. L’uscita dall’Euro non è mai stata in discussione, non è in discussione. Non è entrata nel contratto di governo e non è un obiettivo che ci proponiamo in questa legislatura», ha sottolineato Conte. Che si è soffermato sul nodo dei mercati finanziari: «non facciamo dello spread il nostro vessillo anche perché dietro lo spread si nasconde la speculazione finanziaria». Spread che si è attestato a quota 240 al termine della giornata in cui il presidente del Consiglio si è presentato in Parlamento.
Nessuna indicazione è arrivata sulle coperture per i tanti interventi indicati (dalla flat tax al reddito di cittadinanza). Il premier ha anzi detto che sul previsto contenimento della spesa sanitaria andrà invertita la rotta. Sui conti pubblici nessun allarme particolare. Per il presidente del Consiglio «il debito italiano è oggi pienamente sostenibile; va comunque perseguita la sua riduzione, ma – ha proseguito – in una prospettiva di crescita economica. La politica fiscale e di spesa pubblica dovrà essere orientata al perseguimento degli obiettivi richiamati di crescita stabile e sostenibile». Conte ha detto che l’Europa resta la nostra casa e ha ribadito la «convinta» adesione all’Alleanza atlantica, ma ha anche affermato la necessità di rivedere le sanzioni alla Russia con cui mantenere un rapporto fluido.
La scuola e la Tav sono sostanzialmente rimaste grandi assenti anche nella replica del premier, dove invece hanno trovato posto i temi del Sud e degli appalti. Nel primo caso Conte ha ricordato che è stato creato un apposito dicastero: «Scarsa attenzione per il Sud? Detto a un pugliese è un po’ pesante. Guardate che è dappertutto nel contratto e nell’intervento di oggi». Quanto agli appalti, Conte ha detto che il Governo sta studiando una certificazione Anac per superare la stasi generata dal nuovo Codice.
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Marco Mobili
Marco Rogari

