LE operazioni DA CONCLUDERE
Incognita sulle rottamazioni in corso
La maggiore convenienza della nuova procedura può indurre a non pagare
Per la pace fiscale sta già montando l’attesa. Una prova è arrivata anche ieri dal videoforum organizzato sulla pagina Facebook del Sole 24 Ore in cui sono arrivate diverse richieste su come potrebbe essere articolata la nuova sanatoria, chi potrebbe riguardare e le eventuali tempistiche. Richieste a cui hanno corrisposto anche voci di utenti in disaccordo perché contrari a ipotesi di nuovi condoni. Al di là, però, delle opinioni manifestate, c’è sicuramente un aspetto a cui il progetti di pace fiscale sotto i 100mila euro rilanciato ieri dal vicepremier Salvini dovrà tenere in considerazione. Sia che lo si chiami «raccordo» in termini tecnici, sia che si parli di incognita sul gettito atteso, la questione di fondo è come conciliare gli annunci con le due rottamazioni ancora in corso. Per la prima mancano le scadenze di pagamento del 31 luglio e del 1° ottobre. Nel 2017 ha già garantito incassi per 6,5 miliardi, ma il target complessivo fissato dal decreto fiscale collegato alla manovra 2017 è di 7,2 miliardi di euro, visto che appunto chi ha scelto di pagare in quattro o cinque rate verserà quest’anno. Per la seconda, invece, si entrerà nel vivo a breve. In questi giorni, infatti, stanno partendo le 950mila lettere con il conto dovuto dai contribuenti che hanno presentato domanda di adesione entro il 15 maggio scorso (si veda anche Il Sole 24 Ore di domenica ). Poi si passerà al momento di pagare, con scadenze differenziate a seconda della “vecchiaia” delle somme iscritte a ruolo: fino a un massimo di cinque rate per le somme affidate alla riscossione da gennaio a settembre 2017 con la prima in scadenza già il 31 luglio; tre rate per i carichi dal 2000 al 2016 con la prima scadenza fissata al prossimo 31 ottobre e l’ultima al 28 febbraio 2019. In questo caso, quindi, la partita sul fronte del gettito è ancora tutta da giocare e non è di poco conto se si considera che tra quest’anno e il prossimo sono attesi poco più di 2 miliardi di euro. E il ragionamento che chi ha aderito potrebbe fare è verificare prima se non convenga maggiormente aspettare la pace fiscale e abbandonare la rottamazione. Nella consapevolezza comunque che una serie di vantaggi finora potrebbero averli già ottenuti: ad esempio, il blocco delle nuove azioni esecutive come i pignoramenti e di nuovi fermi amministrativi e ipoteche.
Ma qualche commentatore sui social ieri si è spinto anche oltre: gli annunci di pace fiscale non avranno anche effetti sui (mancati) versamenti d’imposta in scadenza il 2 luglio? Ai bollettini delle entrate tributarie dei prossimi mesi l’ardua sentenza.
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Giovanni Parente

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