L’agenda di Camera e Senato
Il Parlamento si rimette al lavoro In lista già 1.259 proposte di legge
Dopo tre mesi di stand-by, legati alle vicende della formazione del Governo, domani si parte. Il Parlamento esce dalla fase transitoria – finora affrontata con la costituzione delle commissioni speciali – e si mette al lavoro con le commissioni permanenti, costituite la settimana scorsa. Per il Senato questo debutto ha un sapore un po’ più speciale, perché si può finalmente testare la parte del nuovo regolamento, entrato in vigore il 19 marzo (quattro giorni prima della partenza della nuova legislatura), che dà più spazio all’attività delle commissioni, con maggiori opportunità di esaminare i disegni di legge in sede deliberante, saltando, dunque, il passaggio in Aula.
Il lavoro non mancherà. I disegni di legge già presentati e in attesa di iniziare l’iter parlamentare sono 1.259: 751 alla Camera e 508 al Senato. Praticamente in questi primi tre mesi niente si è mosso, considerato che solo due disegni di legge sono arrivati al traguardo e in entrambi i casi si trattava di conversione di decreti legge: il Dl su Alitalia e quello su Arera, l’Autorità dell’energia.
Allo stock di proposte in attesa sono in procinto di aggiungersi due decreti legge, su lavoro e fisco, già in rampa di lancio, e il quadro programmatico del Documento di economia e finanza, pronto a prendere forma. Non è escluso che prima della pausa estiva si cerchi di recuperare, almeno in parte, il tempo perduto. Sarà anzitutto completato il lavoro già avviato dalle commissioni speciali di Camera e Senato sui decreti legge e sui decreti legislativi ereditati dall’esecutivo Gentiloni, ma si punterà soprattutto a fertilizzare il terreno parlamentare in vista della stesura della legge di bilancio autunnale. La commissione Bilancio della Camera sta già pensando di convocare nei prossimi giorni il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, per l’illustrazione delle linee programmatiche del dicastero, soprattutto sul delicato versante della finanza pubblica. E la manovra d’autunno è una sorta di bussola anche per il presidente della commissione Bilancio del Senato, Daniele Pesco (M5S), che ha già fatto capire che sarà subito avviato il lavoro per individuare le risorse, e quindi le coperture, per molte delle misure indicate nel contratto “gialloverde”.
Non sono, però, escluse sorprese nell’agenda parlamentare. A partire da una possibile proposta di legge congiunta Lega-M5S per bloccare la riforma delle Bcc, le banche di credito cooperativo. Già nelle prossime settimane dovrebbe arrivare il decreto legge con le correzioni sul Jobs act (denominato “decreto dignità” dal ministro del Lavoro e vicepremier, Luigi Di Maio). Subito dopo, prima di agosto, dovrebbe toccare al decreto fiscale, con l’avvio della flat tax per imprese e partite Iva e il primo assaggio di “pace fiscale”.
Se le commissioni permanenti permettono al Parlamento di entrare nel vivo dell’attività, perché, però, si vada a regime occorre ancora sistemare alcuni “pezzi”. A cominciare dalle commissioni di vigilanza, sulle quali la partita si annuncia accesa.
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Antonello Cherchi e Marco Rogari
Da domani si esce dalla fase di transizione di tre mesi perché iniziano a operare le commissioni permanenti che riceveranno il Def e gli annunciati Dl su fisco e lavoro
LE COMMISSIONI
Pronte al debutto
Le commissioni parlamentari permanenti sono 14 in ciascun ramo. Rispecchiano – come prevedono i regolamenti di Camera e Senato – la consistenza dei gruppi parlamentari. Nessun deputato o senatore può far parte di più di una commissione, a meno che non sostituisca un collega chiamato al Governo. Le commissioni esaminano i disegni di legge e, di solito, li trasmettono all’Aula per l’approvazione. Sono rinnovate dopo il primo biennio e i componenti possono essere confermati

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